Tre cose da non dire mai ad una creativa

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“Ma è solo una pochette!”
“Giuro, l’altro giorno ne ho vista una dai cinesi IDENTICA! Beh, pero costava meno”
“Dai, questo proprio, ad averli cinque minuti riuscirei a farlo anche io”

Mi fermo a tre ma vuoi vedere che insieme, riusciamo a stilare una lista che per lunghezza farebbe impallidire la Divina Commedia?

Ti sfido! scrivimi nei commenti!

Quest’anno Zalando mi ha mandato un simpatico promemoria di tutte le volte che il corriere ha bussato alla mia porta facendomi gridare di gioia.

Mi ha detto che secondo lui:
– ho uno stile casual (e io che non riuscivo mai ad inquadrarmi!)
– ho comprato in prevalenza il colore nero (sono sempre la solita!)
– il numero di pacchi che ha varcato la soglia di casa mia (ehm, sorvoliamo…)

Eppure questo è l’anno in cui maggiormente mi sono avvicinata ai piccoli brand e all’handmade.

NON E’ STATO CASUALE

Ho deciso di dare maggiore consistenza a Cose da weekend e dovendo lavorare per trasformarlo in qualcosa di più, sono partita alla ricerca di chi come me condividesse un sogno o una passione, indipendentemente da quanto avesse in comune con la mia.
Mi si è aperto un mondo.

Ho incontrato persone e ascoltato storie.
In molte mi sono rivista.
In tante trovo ogni giorno stimoli per migliorare e ispirazioni.
In diversi casi ho trovato amiche.

QUASI SEMPRE HO IMPARATO QUALCOSA

Per esempio, adesso so che dietro quel pacchetto che ricevo ci sei tu che lo prepari fischiettando.
Tu che magari hai indetto una conferenza stampa alla ricerca del corriere più conveniente dell’universo per farmi acquistare con piacere.
E tu… che coordini perfino il pluriball alla palette del logo del tuo piccolo biz!

Ma so anche come ti senti quando ricevi un ordine, perché stai studiando per imparare a raccontarmelo e a coinvolgermi e ti immaginino un pò, emozionata ed in ansia, che incroci le dita sperando di non deludere le mie aspettative e che io sia davvero soddisfatta della cura che hai messo in ogni singolo gesto.

Con queste nuove consapevolezze ho imparato ad attribuire il giusto valore a quello che tu, io, e tante altre realizziamo con la nostra creatività.
E con queste nuove consapevolezze adesso guardo queste stesse creazioni con occhi diversi.

Ne ho raccolte qualcuna in questo post perché ho pensato alla mia difficoltà di raccontare i miei prodotti.

La famosa sindrome dell’impostore certo, ma anche quella strana sensazione che avverti quando descrivi una tua collana “fantastica” e due secondi dopo aver premuto invio, ti senti una maniaca di protagonismo che se la suona e se la canta.

Siamo brave anche già per il fatto di aver deciso di provarci!

 * * *

Grazie Elisa Wonder Glitter per le rifiniture perfette della tua Pollon Bag. E’ morbida, originale. C’è un abbinamento di colori e texture studiato che parla di te e di quanto sia importante per te realizzare qualcosa che sia bello.

 

Grazie Erica Ushuaia Gioielli perché i tuoi attaccabottone mi fanno pensare a quelle conchiglie che appoggi all’orecchio per vedere se davvero si sente il mare.

Grazie Lucia Ricomincio da qui per la sorpresa, la gentilezza che caratterizza te ed il tuo brand Le mie girls.

Grazie Paola La Torre delle Idee perché quando si dice “soddisfare i bisogni del tuo target” se la collezione autunnale di Cose da weekend sarà fittissima sarà anche merito tuo.

Alla prossima
Gerarda

2 pensieri su “Tre cose da non dire mai ad una creativa

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